wingallery

mercoledì 5 ottobre 2011

Paghereste un cellulare 10000 euro?

Ora vi direte "che razza di domanda...certo che no" beh non è una domanda proprio scontata perchè siamo il popolo che paga l'acqua 300-500 volte più del valore che dovremmo pagare.
Siamo i più grandi consumatori di acqua minerale d'europa...per quale motivo quindi facciamo ciò?

martedì 20 settembre 2011

..Che differenza c'è....

Che differenza c'è tra i depuratori ad osmosi inversa con il barile e quelli ad iniezioni diretta.
Sicuramente tutti e due sono degli ottimi prodotti di depurazione simili molto ma con alcune differenze...
Qualcuno le sa?

martedì 13 settembre 2011

Depurazione


La depurazione è la modalità tecnologica che viene utilizzata per eliminare dall'acqua i sistemi liquidi e gassosi sostanze estranee o inquinanti.Consiste in una serie di azioni biologiche e meccaniche.
Gli impianti di depurazione possono essere suddivisi in impianti di depurazione dell'acqua e dell'aria.
Per quanto riguardala depurazione dell'aria, si può ricordare il sistema dei filtri a maniche.
Mentre la depurazione dell'acqua occupa un trattamento diverso dato che è molto ampio:
  • trattamento degli scarichi urbani;
  • trattamento degli scarichi industriali (ad esempio attraverso la tecnologia dell'elettroflottazione).
Alcuni dei risultati ottenibili sono: abbattimento dell'ammoniaca, dell'azoto, dello zolfo, dei metalli in soluzione ed eliminazione dei fosfati.
Nella depurazione degli scarichi urbani si procede linearmente a stadi successivi, nei quali avvengono specifiche azioni e reazioni: ossidazioni (fisiche, meccaniche e microbiologiche), riduzioni (microbiologiche), filtraggi, disinfezioni finali (ipoclorito di sodio, acido peracetico, ozono, raggi ultravioletti).
Tutti i processi coinvolti nel ciclo depurativo non sono altro che gli stessi che avvengono normalmente in natura, ma massimizzati in velocità e resa all'interno dell'impianto di depurazione.
Esistono ovviamente anche depurazioni del suolo o sottosuolo o, più in generale, di ogni altro sistema inquinato; in ogni caso l'aria e l'acqua, riguardando la loro caratteristica di necessità alla vita sulla terra, rimangono preponderanti come classi degli impianti di depurazione.

lunedì 12 settembre 2011

... Acqua alcalina...




In questo periodo è un argomento d'attualità per modo di dire “Hot”, caldo, molto caldo, addirittura radioattivo. I vari allarmi che le organizzazioni sanitarie globali lanciano di volta in volta paventando pandemia e mettendo alla gogna i vari polli e suini. Ricordiamoci però delle sempiterne parole di Pasteur: “Il terreno è tutto, il microbo è niente”.
In altre parole anziché vaccinarci proviamo a potenziare il nostro sistema immunitario. Un metodo semplice potrebbe essere quello di ingerire acqua alcalina. Diversi studi hanno posto l’accento sul fatto che le persone che bevono acqua alcalina hanno un'alta resistenza verso le malattie contagiose e si ammalano raramente.
E anche in caso di malattia la guarigione è molto più rapida del normale.

In Giappone, dove l'acqua alcalina è utilizzata da parecchi decenni come terapia di supporto negli ospedali, si sostiene che due siano i fattori che aumentano l’immunità alle malattie contagiose:


• un livello alcalino alto;

• l’aumento del livello di ossigeno apportato dall'acqua alcalina.
Ergo, bere acqua alcalina aiuterebbe il nostro organismo ad essere più resistente alle malattie contagiose. Anche in caso di contagio, l'acqua alcalina viene in aiuto. Infatti, quando il corpo è invaso da batteri estranei o virus, i linfociti dichiarano guerra agli invasori, e questa guerra causa delle perdite da entrambe le parti.
Le perdite sono cellule morte che sono acide.
Persone con un indice più alto di minerali alcalini nel sangue può neutralizzare facilmente i residui acidi, ripulire il corpo dalle tossine, ristabilire l'equilibrio acido-basico, irrobustire le difese immunitarie , debellare più facilmente l'infezione e tornare in salute più rapidamente.
Un attacco di influenza consuma minerali alcalini, è proprio per questo motivo che i medici raccomandano di mangiare banane per reintegrare il potassio perso (alcalino) durante e dopo gli attacchi influenzali.
Alla luce di queste considerazioni, l'acqua alcalina aiuta l'organismo ad essere più resistente alle malattie contagiose.

Fonte : sullanotizia.com

I benefici dell’ acqua ionizzata alcalina. L’acqua alcalina ionizzata apporta i seguenti importanti benefici: 

È priva di ogni tipo di inquinamento (metalli pesanti, cloro, batteri ecc);

L’acqua alcalina aiuta l’organismo ad eliminare gli acidi e le scorie prodotti dal metabolismo quotidiano favorendo la depurazione del corpo;

L’acqua ionizzata aiuta l’organismo ad eliminare i radicali liberi prodotti da malattie, invecchiamento, farmaci e stress. È ormai dimostrato che i radicali liberi danneggiano le membrane cellulari e il DNA facendoci invecchiare prima;

L’acqua ripolarizzata e con una dimensione molecolare più piccola di quella del rubinetto o della bottiglia penetra più facilmente nelle cellule e aumenta l’idratazione del corpo. Fondamentale per esempio per ridurre le rughe della pelle!
Come ottenere l’ acqua alcalina e come funziona lo ionizzatore? 
Lo ionizzatore d’acqua, grande come una macchina per il pane, è un filtro elettronico collegato al rubinetto della vostra cucina per effettuare una elettrolisi controllata a basso voltaggio dell’acqua potabile prima che venga bevuta, usata per cucinare o pulire.
All’interno dello ionizzatore l’acqua viene prima filtrata, eliminando così gli agenti inquinanti che si trovano nell’acqua potabile (pesticidi, cloro, batteri, funghi, metalli pesanti ecc..). Quindi quest’acqua filtrata passa in una camera dotata di elettrodi di titanio rivestiti di platino. Qui avviene l’elettrolisi.

Cationi (ioni positivi) circondano gli elettrodi negativi producendo acqua catodica o ridotta. Anioni (ioni negativi) circondano gli elettrodi positivi producendo acqua ossidata o anodica. Grazie a questo processo di elettrolisi l’acqua ridotta non solo ottiene una quantità enorme di elettroni (e-), ma i cluster dell’acqua vengono ridotti per dimensione da 10 - 13 molecole per cluster a 5 – 6 molecole per cluster (maggior capacità idratante e disintossicante).
L’acqua ionizzata alcalina esce dal tubo in metallo, mentre l’acqua acida ossidata esce da un tubetto in plastica che finisce nel lavello. Si può utilizzare l’acqua alcalina ionizzata per bere o cucinare. Il potenziale di ossidazione dell’acqua acida ossidata la rende invece un buon agente sterilizzante, utile per lavarsi le mani, lavare gli alimenti o gli utensili da cucina e per trattare piccole ferite ed eczemi.

Ma quale ionizzatore di acqua alcalina e a quale prezzo?

Lo ionizzatore di qualità al prezzo più conveniente che ho trovato c
osta 1450 € o 1690 € a seconda del modello. La qualità e l’ affidabilità è garantita dalla serietà del produttore e dalla stessa azienda che lo importa la Named.Named opera da da oltre 20 anni opera nel settore omeopatico ed apparecchiature elettromedicali di biorisonanza (vega) dedicate alla medicina naturale.
Per maggiori informazioni e chiarimenti vi consiglio di visitare direttamente il sito acqua-alcalina.it. dove troverete anche spiegazioni e studi più approfonditi sull' acqua alcalina ed i suio benefici.

giovedì 8 settembre 2011

Residuo fisso delle acque minerali in bottiglia

  

  • Acqua CRAI Fonte delle Alpi : Residuo Fisso a 180 °C: 16.9 mg/litro
  • Acqua Sant’Anna: Residuo Fisso a 180 °C: 22.3 mg/litro
  • Acqua Monterosa: Residuo Fisso a 180° C: 14.7 mg/litro (nei negozi di prodotti biologici)
  • Acqua S. Bernardo :  Residuo Fisso a 180 °C: 35.5 mg/litro
  • Acqua Amorosa Humana: Residuo Fisso a 180 °C: 25 mg/litro (In Farmacia)
  • Acqua Eva : Residuo Fisso a 180 °C: 47 mg/litro
  • Acqua Fonte Vallechiara: Residuo Fisso a 180 °C: 28.5 mg/litro (Distribuita nel Nord Italia)
  • Acqua Lauretana: Residuo Fisso a 180 °C: 14 mg/litro 
Con un residuo fisso superiore ai 50 mg/litro  troviamo (*):
  • Acqua San Benedetto: Residuo Fisso a 180 °C: 271 mg/litro
  • Acqua Maniva: Residuo Fisso a 180 °C: 125 mg/litro
  • Acqua Fiuggi: Residuo Fisso a 180 °C: 123 mg/litro
  • Acqua Levissima: Residuo Fisso a 180 °C: 78.2 mg/litro
  • Acqua Rocchetta: Residuo Fisso a 180 °C: 177.07 mg/litro
  • Acqua Evian: Residuo Fisso a 180 °C: 309 mg/litro
  • Acqua Panna: Residuo Fisso a 180 °C: 142 mg/litro
  • Acqua Vitasnella: Residuo Fisso a 180 °C: 382 mg/litro

martedì 6 settembre 2011

Rassegna Stampa 30 novembre 2010


Acqua potabileNon si conosciamo i dati che riguardano le vendite delle acque in bottiglia il giorno dopo del no europeo a ulteriori deroghe per l’Italia per aver sforato i limiti consentivi di arsenico nell'acqua per 128 Comuni.Al momento l’unico dato emerso è che nessun “effettoarsenico” sarebbe finora riscontrabile sulle vendite dei dispositivi da rubinetto per la depurazione delle acque. Secondo il segretario generale dell’Adiconsum, Paolo Landi, “se l’allarmismo è stato particolarmente limitato è perché ormai gran parte dei cittadini acquistano l’acqua minerale“. “All’inizio ci speravamo ma fino a questo momento non abbiamo avuto aumenti di richieste – assicura il titolare di un’azienda che vende sistemi didepurazione per i rubinetti – Molti cittadini non sanno che spesso nelle bottiglied’acqua minerale la concentrazione diarsenico è superiore all’acqua delrubinetto“. Ma quanto costa un macchinario per depurare l’acqua? I prezzi sono variabili: si parte da un minimo di 500 ai 4-5mila euro circa. Quella adatta a eliminare l’arsenico costa circa 3mila euro”. L’Italia è il maggior consumatore al mondo di acqua minerale. Ogni anno se ne consumano circa 12 miliardi di litri, vale a dire circa 200 litri pro capite. E un italiano su due beve solo acqua imbottigliata che, sempre uno su due, considera più pura dell’acqua del rubinetto; uno su tre la reputa migliore al gusto, uno su sei dice che è “meno dura”. Ma non tutti sanno che tra gli elementi presenti in tracce nelle acque mineraliitaliane ci sono arsenico, uranio, alluminio, berillio, fluoro e altre sostanze potenzialmente nocive. E soprattutto che i limiti per la presenza di queste sostanze sono più alti nelle acque minerali che in quelle potabili. In alcuni casi sono addirittura inesistenti. A dissipare l’idea che leacque minerali in bottiglia possano essere un buon rifugio di fronte ad acque di rubinetto distribuite da comuni che faticano ad allinearsi ai parametri di sicurezza imposti dall’Europa ci pensa un articolo pubblicato sul numero di maggio della rivista “Le Scienze”, firmato da sette scienziati delle Università di Napoli, del Sannio, di Bologna e di Cagliari, e che riassume i risultati italiani di una ricerca europea sulla qualità delle acque minerali imbottigliate. Le conclusioni dell’articolo non sono apocalittiche, e salvano in linea di massima le acque in commercio, ma con la precisazione che in alcuni casi la presenza di elementi nocivi supera valori limite e linee guida, e che in tutte le acque ci sono tracce di elementi che potrebbero essere nocivi per la salute. E a volte queste presenze sono elevate, ben al di sopra dei limiti imposti all’acqua di casa, come nel caso dei berillio. In genere poi la presenza di tali sostanze non viene riportata nelle etichette, dove generalmente, si leggono solo le concentrazioni dei principali elementi maggiori, come il calcio, il magnesio e il sodio. non crea alcun La presenza di molti elementi nocivi, i cosiddetti “elementi di traccia” non dipende dall’intervento dell’uomo, ma è legata alla composizione delle acque. Tra le sostanze che beviamo nelle acque minerali c’è il famigerato arsenico: benché tutte le acque minerali analizzate nella ricerca non superino il valore limite di 10 microgrammi per litro, le acque di nove marche, nelle quali la concentrazione di arsenico supera i 5 microgrammi per litro, dovrebbero essere costantemente monitorate, secondo i ricercatori, anche in considerazione del fatto che a livello internazionale si sta discutendo di abbassare il valore limite proprio a 5 microgrammi per litro. Sostanza meno nota è il berillio, per il quale in Italia esistono norme stringenti: se l’acqua di una falda acquifera ne presenta una concentrazione che supera i 4 microgrammi per litro, per la legge italiana serve un intervento di bonifica delle acque, anche quando non destinate al consumo umano. “Sorprendentemente – scrivono i ricercatori – sia in Italia sia in Europa non è stato stabilito alcun limite di concentrazione per il berillio nelle acque destinate al consumo umano, e tanto meno per quelleminerali“. E’ perciò solo un caso se le acque analizzate nella ricerca presentano valori bassi di questa sostanza, perché se dipendesse dalla legge potrebbe andare anche peggio.